lunedì 21 dicembre 2009

CONSUMO DI SUOLO

Aggiungiamo un nuovo link perchè possiate seguire il grave fenomeno che sta deturpando e danneggiando irreversibilmente tutti i nostri territori: IL CONSUMO DI SUOLO
http://www.stopalconsumoditerritorio.it/

sabato 21 novembre 2009

ACQUA BENE COMUNE


PUBBLICHIAMO LA LETTERA APERTA DI ALEX ZANOTELLI da sola spiega tutta la cecità di coloro che ancora faticano a capire il valore dell'acqua e ne hanno fatto un mero esercizio politico!

Napoli, 19 novembre 2009
Acqua privatizzata

“MALEDETTI VOI….!”
Non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell’acqua , che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi :” Maledetti voi ricchi….!”
Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell’acqua .
Noi continueremo a gridare che l’acqua è vita, l’acqua è sacra, l’acqua è diritto fondamentale umano.
E’ la più clamorosa sconfitta della politica. E’ la stravittoria dei potentati economico-finanziari, delle lobby internazionali. E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business.
A farne le spese è ‘sorella acqua’, oggi il bene più prezioso dell’umanità, che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’aumento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese( bollette del 30-40% in più, come minimo),ma soprattutto dagli impoveriti del mondo. Se oggi 50 milioni all’anno muoiono per fame e malattie connesse, domani 100 milioni moriranno di sete. Chi dei tre miliardi che vivono oggi con meno di due dollari al giorno, potrà pagarsi l’acqua? “
Noi siamo per la vita, per l’acqua che è vita, fonte di vita. E siamo sicuri che la loro è solo una vittoria di Pirro. Per questo chiediamo a tutti di trasformare questa ‘sconfitta’ in un rinnovato impegno per l’acqua, per la vita , per la democrazia. Siamo sicuri che questo voto parlamentare sarà un “boomerang” per chi l’ha votato.
Il nostro è un appello prima di tutto ai cittadini, a ogni uomo e donna di buona volontà .Dobbiamo ripartire dal basso, dalla gente comune, dai Comuni.
Per questo chiediamo:
AI CITTADINI di
-protestare contro il decreto Ronchi , inviando e -mail ai propri parlamentari;
-creare gruppi in difesa dell’acqua localmente come a livello regionale;
-costituirsi in cooperative per la gestione della propria acqua.
AI COMUNI di
-indire consigli comunali monotematici in difesa dell’acqua;
-dichiarare l’acqua bene comune,’ privo di rilevanza economica’;
-fare la scelta dell’AZIENDA PUBBLICA SPECIALE.
LA NUOVA LEGGE NON IMPEDISCE CHE I COMUNI SCELGANO LA VIA DEL TOTALMENTE PUBBLICO, DELL’AZIENDA SPECIALE, DELLE COSIDETTE MUNICIPALIZZATE .
AGLI ATO
-ai 64 ATO( Ambiti territoriali ottimali), oggi affidati a Spa a totale capitale pubblico, di trasformarsi in Aziende Speciali, gestite con la partecipazione dei cittadini.
ALLE REGIONI di
-impugnare la costituzionalità della nuova legge come ha fatto la Regione Puglia;
-varare leggi regionali sulla gestione pubblica dell’acqua.
AI SINDACATI di
-pronunciarsi sulla privatizzazione dell’acqua;
-mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua.
AI VESCOVI ITALIANI di
-proclamare l’acqua un diritto fondamentale umano sulla scia della recente enciclica di Benedetto XVI, dove si parla dell’”accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni o discriminazioni”(27);
-protestare come CEI (Conferenza Episcopale Italiana) contro il decreto Ronchi .
ALLE COMUNITA’ CRISTIANE di
-informare i propri fedeli sulla questione acqua;
- organizzarsi in difesa dell’acqua.
AI Partiti di
- esprimere a chiare lettere la propria posizione sulla gestione dell’ acqua;
-farsi promotori di una discussione parlamentare sulla Legge di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell’acqua, firmata da oltre 400.000 cittadini.
L’acqua è l’oro blu del XXI secolo. Insieme all’aria , l’acqua è il bene più prezioso dell’umanità. Vogliamo gridare oggi più che mai quello che abbiamo urlato in tante piazze e teatri di questo paese : “L’aria e l’acqua sono in assoluto i beni fondamentali ed indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili- sono parole dell’arcivescovo emerito di Messina, G. Marra. L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne illecito profitto,e pertanto si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubbliche , che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione al costo più basso possibile.”


Alex Zanotelli

domenica 4 ottobre 2009

Disastro a Messina

http://admontes.blogspot.com/2009/10/la-voce-della-natura.html

Il fatto anomalo di questi ultimi tempi non sta nel succedersi di eventi come terremoti e piogge intense, ma nell'impatto disastroso oltre ogni limite che questi hanno sul territorio italiano. La causa dei fatti luttuosi e distruttivi del terremoto dell'Aquila e dell'alluvione di Messina è infatti da ricercarsi non nell'eccezionalità del fenomeno naturale, che solo una falsa coscienza autoassolutoria tenta di classificare nella categoria delle catastrofi naturali imponderabili, ma nel profondo degrado che si è prodotto intenzionalmente nel territorio, nel tessuto sociale e nell'irresponsabile agire personale per conseguire il profitto a tutti i costi. Tre cose che si autoalimentano perversamente fino a quando un qualsiasi evento meteorologico o sismico, ampiamente prevedibile, è sufficiente per vanificare ogni illusorio guadagno che si pensa di aver conseguito, annullato dagli enormi costi in termini di vite umane, costi economici derivanti dalla distruzione del tessuto abitativo, delle infrastrutture, del turismo, delle attività economiche e via elencando.Ai colpi inferti al fragile territorio italiano, ormai sull'orlo del collasso ambientale, lo stato risponde da un lato con una vuota e roboante retorica mass-mediale mentre dall'altro vara subdolamente leggi e leggine costantemente orientate alla destrutturazione e deregolamentazione di ogni attività di trasformazione del territorio stesso, con la scusa della semplificazione amministrativa. Si giunge così a rendere lecito l'illecito grazie anche al costante ricorso ai condoni. Ma se si costruisce su faglie attive (e con materiali scadenti) come all'Aquila o sbarrando e strozzando i corsi d'acqua come si vede a Messina in queste ore, la colpa non è tutta delle amministrazioni pubbliche, ma anche del vorace appetito con cui i singoli cittadini, costruttori o proprietari vogliono a tutti i costi lucrare sulla rendita immobiliare trasformando a velocità impressionante i terreni agricoli (ormai visti solo in prospettiva edificatoria) in aree da edificare, legalmente o illegalmente (tanto poi arrivano i condoni a sanare) producendo una selvaggia urbanizzazione di ogni luogo.L'aspetto più grave su cui però colpevolmente si tace di più è che il crescente degrado ambientale e territoriale, una volta endemico al sud, è arrivato ormai tranquillamente anche nelle nostre regioni centrali e con esso va aumentando anche il degradarsi della società, del senso di responsabilità civile e dell'affarismo che occupa le istituzioni di governo come comuni e provincie.La voce della natura, che si manifesta attraverso gli eventi naturali, rappresenta l'avvertimento più efficace per chi ha a cuore l'esistenza in un mondo in cui vivere sia degno di felicità e di umanità per ognuno di noi e specialmente per i nostri figli. Non lasciamolo per ignavia in mano ai predatori che per miope loro guadagno sono disposti a distruggere la stessa natura e con essa ogni nostra buona vita.

Di Andrea Antinori

sabato 26 settembre 2009

EDIZIONE 2009 "PULIAMO IL MONDO"




scolaresche del comune di Altidona (FM)

"Puliamo il Mondo 2009"





Il Comune di Altidona ha aderito e si è fatto promotore dell’edizione 2009 “Puliamo il Mondo” di Legambiente. La più grande iniziativa di volontariato ambientale a livello planetario, la sua versione italiana è coordinata da Legambiente in tutto il territorio nazionale.
La mattina del 25 settembre 2009, grazie all’impegno del Comune di Altidona per il quale si sono attivati l’infaticabile assessore all’ambiente Antonio Putignano e la Consigliere comunale Isabella Cocci, sono state coinvolte le scolaresche della 4° e 5° elementare del comune costiero.
I bambini accompagnati dalle insegnanti e sotto l’occhio vigile e protettivo delle Giacche Verdi della Protezione Civile, si sono immediatamente sguinzagliati lungo tutto il tratto del suggestivo lungomare di Altidona.
Presente alla vivace manifestazione anche il presidente Gianni Conte e alcuni componenti del locale Circolo Legambiente “Fermo-Valdaso”.
Diversamente dalla scorsa operazione di “Spiagge e fondali puliti” svoltasi a maggio, sempre promossa e patrocinata dal Comune di Altidona in cui avevamo visto impegnati sia i bambini, ma anche i residenti, i turisti ed i sommozzatori fermani, questa volta è stata un’operazione tutta condotta dagli stessi bambini che erano già stati informati e sensibilizzati dalle insegnanti su questa importante problematica: i rifiuti.
Al termine della impegnativa raccolta di rifiuti abbandonati, avvenuta da parte dei bambini che erano dotati di un apposito kit costituito da casacca, cappellino e guanti protettivi, davanti a numerosi sacchi colmi di rifiuti abbandonati, abbiamo potuto scambiare qualche opinione con i ragazzi i quali, hanno dimostrato tanta attenzione e sensibilità nei confronti di questo problema che affligge molte città. Gli stessi hanno compreso che il mondo ha una produzione enorme di rifiuti e che il loro smaltimento è un problema che ci riguarda tutti e che può essere risolto con il buon senso e le buone pratiche, da parte di ogni cittadino. Hanno compreso l’importanza quindi della raccolta differenziata e del recupero delle materie prime che essi rappresentano, evitando in questo modo di coprire il pianeta di rifiuti e rispettando l’ambiente così da evitare che essi vengano interrati o bruciati.
Il Comune di Altidona coglie quindi l’occasione per divulgare e promuovere un’azione virtuosa e per raggiungere a breve un obbiettivo importante che ha attivato sul proprio territorio, ovvero la raccolta differenziata spinta dei rifiuti, anche attraverso la raccolta porta a porta e conta di raggiungere a breve una percentuale di oltre il 60%.

L’edizione “Puliamo il Mondo” è molto sentita sul nostro territorio perché è un momento di sensibilizzazione e di informazione verso questo enorme problema, la stessa operazione è stata infatti condotta anche dal Comune di Pedaso, dal Comune di Campofilone, dal Comune di Porto San Giorgio e da tanti altri Comuni della Provincia di Fermo che stanno promuovendo la stessa sensibilità nei confronti dei rispettivi alunni delle scuole primaria e secondaria.

25 settembre 2009

mercoledì 19 agosto 2009

UNA PESSIMA PRATICA

Tempo fa, nel mese di giugno 2009, abbiamo pubblicato un articolo in cui si denunciava la pessima abitudine nelle provincie di Ancona e Macerata di spargere il diserbante sulle scarpate (andate a rileggere). Pubblichiamo ora una e-mail che ci scrive il prof. Fabio Taffetani in cui viene descritta l'iniziativa che intendono intraprendere:

"Caro Gianni,
ti ringrazio di aver ospitato e sostenuto la battaglia contro l’uso dei diserbanti nelle strade provinciali.
La Provincia di Ancona intende andare avanti ugualmente per la sua strada e ha preannunciato una presentazione in pompa magna nei prossimi mesi.
Sto cercando di organizzare (insieme ad un piccolo comitato di cittadini e produttori agricoli) la raccolta della disponibilità a partecipare attivamente da parte di quanti (singoli e/o associazioni) sono interessati a contrastare questo progetto.
L’obiettivo è sia quello di intervenenire in questa eventuale manifestazione provinciale, che organizzando nostre iniziative di informazione rivolta a tutti (cittadini, associazioni, enti pubblici) per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica (oltre che dei tecnici e dei politici) e per l’elaborazione di proposte alternative.
Ho raccolto del materiale informativo sulla questione (che ho messo a disposizione di tutti sul sito www.museobotanico.univpm.it) ed ho accumulato negli ultimi anni una enorme quantità di dati di ricerca scientifica (sono tra i pochi in Italia che si occupa di questi temi) sul ruolo delle fasce erbose, sulle modalità di gestione e sui danni ambientali derivanti dall’uso dei diserbanti.
Appena avrò un programma di lavoro te lo farò avere, nel frattempo se hai notizie o proposte da suggerire saranno particolarmente gradite.
A presto, Fabio Taffetani"

Siete invitati quindi a scrivere su questo blog o direttamente al prof. Taffetani.
Aspettiamo suggerimenti e proposte.
Per cominciare si potrebbe organizzare una manifestazione gastronomica basata sulla tradizionale raccolta di erbe spontanee, asparagi selvatici e lumache, raccolta di prelibatezze che avviene spesso sulle scarpate aggredite oggi da questi diserbanti. Che ne dite?
Ciao a tutti
Gianni Conte

giovedì 13 agosto 2009

UN NUOVO APPELLO ED UN ALLARME DALLA FONDAZIONE CETACEA, LO PUBBLICHIAMO DI SEGUITO:
TARTARUGHE MARINE IN DIFFICOLTA'. LA FONDAZIONE CETACEA LAVORA SENZA SOSTA

Continuano ad arrivare.
Le tartarughe di cui parlavo nei post precedenti, continuano ad arrivare, ogni giorno. Il fenomeno non si ferma. Siamo in ginocchio sia per la stanchezza, sia per la mancanza di spazio, sia per pregare che si fermi. Ne sono arrivate 25 in 20 giorni. 14 solo nell'ultima settimana. Quattro lunedì, una ieri, due oggi (per ora). Sappiamo cosa fare, ma non sappiamo le cause del fenomeno. Ho informato la comunità scientifica mondiale, e ho avuto risposte e contatti da Spagna, Stati Uniti, Australia e non mi ricordo più chi altro. La risposta è sempre quella, "il fenomeno è noto ma non si conoscono le cause, le nostre tartarughe erano tutte più grandi delle vostre". Abbiamo fatto analisi del sangue a tutte e quasi sicuramente faremo l'analisi del DNA.Tre o quattro stanno molto male e ieri sono andate via alla clinica del nostro veterinario Giordano Nardini, le altre si riprendono, e quelle arrivate a metà luglio stanno già bene. Abbiamo bisogno di aiuto. Principalmente economico, andate qui se potete e volete darci una mano. Inoltre, ci servono persone che abitano a Ravenna, Cervia, Cesenatico, Pesaro, Fano, Senigallia e che siano disponibili, in caso di ritrovamento di tartarughe ad andare sul posto, recuperarle, e portarcele a Riccione. Se volete, mandatemi una mail a: ambientemare@fondazionecetacea.org .
Siamo nel picco massimo.

Intanto domani, tre pazienti tornano in mare: sono Rutger, operata il 6 giugno per la rimozione di un grosso amo in gola, Regina, pescata da una rete a strascico, e Sandro una delle piccole ora ristabilita. Tartarughe che vanno, tartarughe che vengono. Se volete venire a salutarle il ritrovo è alle 15 presso il nostro centro Adria (all'altezza del bagno 44 a Riccione).

domenica 9 agosto 2009

CEMENTO DISARMATO



Troppa sabbia nei cementi, è l'allarme lanciato nel rapporto di Legambiente "Ecomafia 2009". Di seguito il comunicato:

29/07/2009 13:06 Cemento disarmato
Nel dossier di Legambiente l'elenco e le storie delle opere costruite con calcestruzzo "fasullo"
Ci sono, strade, ponti, gallerie, scuole, ospedali e addirittura un Palazzo di Giustizia, quello in costruzione a Gela e un Commissariato di Polizia, quello di Castelvetrano in provincia di Trapani. E sono solo alcune delle opere presenti nel lungo elenco stilato da Legambiente nel dossier “Cemento disarmato. Storie di un Paese a rischio crollo, tra sabbia e cemento”. Dopo il caso dell’ospedale di Agrigento l’associazione, che per monitorare la situazione dell’illegalità ambientale in Italia ha messo in piedi un vero e proprio Osservatorio, ha raccolto in un documento l’elenco delle opere oggetto d’inchiesta da parte delle Procure della Repubblica in giro per l’Italia. Elemento comune di ogni storia è la mano della criminalità organizzata che lucra e realizza fondi neri per i propri sporchi affari risparmiando sul cemento e sostituendolo con la sabbia. “Che il crimine organizzato abbia di fatto una specie di monopolio nel mercato del calcestruzzo – ha dichiarato il vice presidente di Legambiente Sebastiano Venneri - è un dato incontrovertibile. Basti pensare a ciò che accade in provincia di Trapani dove lo Stato oggi, detiene il 90% delle imprese di produzione di calcestruzzo sequestrate o confiscate a esponenti della malavita, che fino a qualche settimana fa hanno fornito la materia prima per tutte le opere di quella zona. Secondo quanto emerge da un’indagine della Questura di Trapani – ha aggiunto Venneri - il quartier generale di Cosa Nostra sarebbe stato proprio nella sede della Calcestruzzi Mazara S.p.a, un’impresa della famiglia Agate, alleata di Matteo Messina Denaro”.
Tra le storie del dossier oltre a quella di Trapani, sempre in Sicilia, l’indagine della DIA di Messina che ha portato al sequestro di due impianti di calcestruzzo del valore di circa 50 milioni di euro che fornivano una materia prima di qualità molto scadente, come è emerso dalle intercettazioni tra i titolari della ditta riportate nel dossier. Seguendo la pista mafiosa la Procura di Caltanissetta, che ha decapitato i vertici siciliani della Calcestruzzi S.p.a, è arrivata fino in Veneto dove ha posto sotto sequestro i lotti 9 e 14 della A31 Valdastico. Analizzando i documenti sarebbero stati riscontrati significativi scostamenti tra i dosaggi contrattuali di cemento e quelli effettivamente impiegati. E’ della Dda di Campobasso, invece, l’operazione con il nome che è tutto un programma: “Piedi d’argilla”. Oggetto i nove chilometri della variante ANAS di Venafro sulla Termoli San Vittore: sessanta milioni di euro, inaugurata meno di un anno fa e per la quale l’ANAS è stata costretta a sostituire il 57% dei pali di calcestruzzo con una spesa aggiuntiva di oltre due milioni di euro.
Tra i casi più emblematici nell’elenco di Legambiente anche quelli in Calabria come la galleria sulla Statale Ionica 106, dove solo la prontezza degli operai nel fuggire, ha impedito che si consumasse una strage. Il 3 dicembre del 2007, infatti è crollata una galleria in costruzione in località Palizzi e le indagini della Dda hanno chiarito in seguito che il calcestruzzo, fornito dalle imprese legate alle cosche locali, non superava le prove di resistenza. Sulla sponda tirrenica invece è a Tropea il caso della scuola media realizzata con cemento di qualità talmente scadente che l’ingegnere del Comune ne decreta l’immediata demolizione dopo aver verificato che i valori di resistenza del calcestruzzo in alcuni punti dei pilastri erano inferiori alla metà di quelli richiesti per legge.
E in questa carrellata non manca la Campania dove un’inchiesta dei carabinieri della Dda di Napoli ha portato al sequestro di un’impresa di produzione di calcestruzzo gestito dalla camorra e imposto come “pizzo” a tutte le imprese di costruzioni secondo lo standard tipico mafioso.
“Riteniamo – ha concluso Venneri - che questi casi siano solo la punta di un iceberg di un sistema che per trent’anni ha prodotto manufatti e opere soprattutto d’interesse pubblico sulle quali è necessario, a nostro avviso, un’azione di monitoraggio e severo controllo. Per questo chiediamo al Ministro delle Infrastrutture di avviare un piano straordinario che, partendo da ospedali e scuole, effettui una ricognizione sulla qualità del costruito”.
Il dossier
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